lunedì 30 novembre 2009

Petrolio in Abruzzo: No definitivo al Centro oli. Ora bisogna bloccare le piattaforme...

CENTRO OLI: GIUNTA,IN ABRUZZO VIETATA RICERCA ED ESTRAZIONE
(ANSA) - PESCARA, 30 NOV - In Abruzzo non si potranno piu'
esercitare attivita' di prospezione, ricerca, estrazione e prima
lavorazione di olio combustibile. Lo ha deciso oggi l'Esecutivo
regionale, riunito a Pescara, che ha modificato integralmente la
precedente legge regionale n. 14, "Provvedimenti urgenti a
tutela della Costa teatina" che sospendeva fino al 31 dicembre
2008, ogni permesso a costruire per l'insediamento di nuove
industrie insalubri.
"Con il disegno di legge varato oggi, su proposta del
presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi - si legge in
una nota dell'ufficio stampa della Giunta -, si introduce un
principio definitivo e generalizzato che intende preservare,
dall'insediamento di attivita' contraddistinte da un alto
potenziale di inquinamento, tutte quelle aree caratterizzate da
particolari peculiarita' fisiche e geografiche".
"Nella sostanza, l'Esecutivo ha classificato sei aree, che
costituiscono la quasi totalita' del territorio regionale, sulle
quali sono vietate tutte le attivita' connesse allo sfruttamento
del sottosuolo".
Sono: aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle
produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, di
origine controllata garantita (d.o.c.g.), di origine controllata
(d.o.c.), di indicazione geografica tipica (i.g.t.), di origine
protetta (d.o.p.), di indicazione geografica protetta (i.g.p.),
riconosciute ai sensi della vigente normativa statale e
regionale; aree protette cosi' come individuate ai sensi delle
normativa vigente; aree sottoposte ai vincoli dei beni
ambientali o ricadenti nel piano paesaggistico, ai sensi della
normativa statale e regionali vigente; siti di interesse
comunitario (Sic), nelle Zone di Protezione speciale (Zps) e
negli altri siti di interesse naturalistico; aree ricadenti
nelle categorie di pericolosita' elevata (P2) e molto elevata
(P3) e nelle classi di rischio elevata (R3) e molto elevata (R4)
del piano regionale per l'Assetto idrogeologico; aree sismiche
classificate come "Zona1" e "Zona 2", individuate dalla
Regione ai sensi della normativa statale vigente in materia
sismica. (SEGUE).
CAA/RST
30-NOV-09 16:19

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lunedì 16 novembre 2009

Comunicato Emergenza Ambiente Abruzzo del 14 Novembre

Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona
Dalla
Regione ancora nessun atto concreto

Sentire l'Assessore Regionale all'Ambiente
Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz'altro un avvenimento
eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini,
dall'atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire
qualcosa sull'argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra
esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della
stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione
Abruzzo.
Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato
ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione
ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

biparistan contro le trivelle" e spiega al resto d'Italia che la popolazione è
stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere
risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti
petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione
popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili,
ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a
Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete
che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla
scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009.
Emergenza
Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da
mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai
cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro!


Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano
la interrogano da dieci mesi – che: "Stiamo mettendo in piedi una serie di
iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in
campagna elettorale". Ed aggiunge: "Ad oggi io le posso parlare di una volontà
politica. E non mi sembra poco".

È invece molto poco! Emergenza Ambiente
Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di
queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio
specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente
Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente
approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di
estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l’Assessore,
dovrebbe essere la terra dei parchi.

Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del
2004, stabilisce all’articolo 1 che “Lo Stato e le Regioni … garantiscono … l’
adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture
energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche
delle singole regioni... nonché la
tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e
del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli
accordi internazionali”. Dove per equilibrio territoriale si intende una
distribuzione “equa” su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte,
invece di esprimere semplici giudizi politici, agisce anche in virtù di quella
legge.
AGGIORNAMENTO MARTEDI' 17 NOVEMBRE
Ecco l'articolo che appare sull'edizione odierna di PRIMADANOI sull'argomento in questione.

lunedì 28 settembre 2009

Abruzzo petrolifero?Mai!

Ecco un nuovo interessante articolo sulla minaccia di deriva petrolifera che finisce tra le cronache del Corriere della Sera.
Cliccate qui per leggere l'articolo.

Buona lettura a tutti voi

domenica 20 settembre 2009

News dalla Provincia

AMBIENTE: OFF SHORE ORTONA, NO DA PROVINCIA E AMBIENTALISTI (ANSA) - CHIETI, 18 SET -

Uno schema di osservazione, tecnico e legislativo che il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, trasmetterà al Ministero dell'Ambiente per opporsi alla realizzazione del pozzo per la ricerca di idrocarburi «Elsa 2», che dovrebbe sorgere al largo delle coste di Ortona, è stato messo a punto nel corso di un incontro che lo stesso Di Giuseppantonio ha avuto, insieme al cons.prov. Franco Moroni, con rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei Comitati spontanei contrari alla petrolizzazione della Costa Teatina.
Erano presenti Antonello Tiracchia, del comitato «Nuovo Senso Civico» e aderente anche al comitato «Natura Verde», Alessandro Lanci (Nuovo Senso Civico), Tommaso Giambuzzi del Wwf, Fabrizia Arduini di «EmergenzAmbientAbruzzo», che raccoglie circa 70 sigle di cittadini organizzati e Legambiente rappresentata dalla stessa Arduini.
«Sono da sempre - ha detto Di Giuseppantonio nel corso della riunione - fermamente contrario alla petrolizzazione delle nostre coste e del nostro territorio: del resto, sono stato io il promotore, da dirigente dell'Anci e sindaco di Fossacesia, di
un incontro di tutti i sindaci della costa abruzzese per dire un No forte, convinto e solenne al progetto del Centro Oli. Sono altresì convinto che una battaglia prudente e chiara può portare maggiori benefici alla causa che ci accomuna tutti rispetto ad una sollevazione rumorosa e tumultuante. Dobbiamo percorrere tutti insieme una strada giusta di responsabilità istituzionale. La prima azione è certamente questa che stiamo completando: proporre un'osservazione motivata e articolata al Ministero dell'Ambiente, che abbiamo giàallertato di questo passo ufficiale e al quale ho chiesto un incontro ufficiale. Poi faremo richiesta formale che si avvii il procedimento di concertazione previsto per legge: lamentiamo infatti la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali in merito a questo progetto. Infine, proporrò al presidente della Regione, Gianni Chiodi, che mi ha manifestato la sua piena sensibilità, l'apertura di un tavolo per giungere al più presto ad un Piano di Gestione Integrata della Costa, per stabilire un limite preciso alla possibilità di installazione in mare di piattaforme estrattive. Credo che con un sereno confronto e una pacata discussione potremo arrivare a cogliere l'obiettivo che ci accomuna tutti: evitare l'arrivo di industrie che non sono compatibili con la nostra economia, il nostro territorio e la nostra vocazione agricola e turistica». (ANSA)

mercoledì 15 luglio 2009

Iniziativa